Il podcast sul mondo che cambia visto con gli occhi dell’open innovation.
Creato da Andrea Toniolo co-founder OPEN OS.


Ultimo episodio

open olympics: da fan a creatori

Ep. 9 Stagione 2

FAN26 è la community ufficiale delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

Ma se invece di “fan” fossimo “creatori”?

Nel nuovo episodio di CHANGE parliamo di come trasformare il più grande evento sportivo italiano in una piattaforma di innovazione aperta. Perché le Olimpiadi non sono solo uno spettacolo da guardare: sono un’opportunità per co-progettare mobilità, sostenibilità, servizi e infrastrutture che resteranno dopo i Giochi.

Da FAN26 a CREA26: dalla partecipazione emotiva alla partecipazione generativa.

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Ciao, sono Andrea Toniolo, cofondatore di OPEN OS. Benvenuto in CHANGE, il podcast sul mondo che cambia sotto gli occhi dell’open innovation.

I grandi eventi sportivi raccontano molto più dello sport. Raccontano come un Paese pensa la partecipazione. Nel caso delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, l’energia è palpabile: i territori si preparano, l’attesa cresce, tutto si muove. Ed è qui che nasce FAN26, la digital community ufficiale dei Giochi.

FAN26 è pensato bene: ti tiene aggiornato, ti dà accesso prioritario ai biglietti, ti fa conoscere atleti e storie, ti offre vantaggi dai partner ufficiali. È un modo intelligente per creare un pubblico coinvolto. Ma c’è una riflessione che voglio condividere: la parola “fan” — per quanto potente — descrive un ruolo preciso. Il fan tifa, sostiene, si emoziona. Però rimane dall’altra parte della barricata. È pubblico, non co-autore.

Pensateci: viviamo in un’epoca in cui le community co-progettano automobili, piattaforme digitali, nuovi modelli di business. Limitare il coinvolgimento delle persone alla dimensione del tifo significa utilizzare solo una frazione del loro potenziale. Le Olimpiadi potrebbero essere una piattaforma aperta, non solo uno spettacolo organizzato per spettatori.

Ed ecco il punto: il linguaggio costruisce realtà. Se chiami le persone “fan”, le inviti a seguire. Se le chiami “creatori”, le inviti a contribuire. Ecco perché un’evoluzione verso CREA26 sarebbe un vero cambio di paradigma: dalla partecipazione emotiva alla partecipazione generativa.

Quando parliamo di questa evoluzione, la domanda vera è: cosa può essere migliorato attraverso una community di innovazione? La risposta è: tantissimo. Perché un’Olimpiade è una macchina complessa che tocca spazi fisici, servizi digitali, organizzazione, sostenibilità, cultura. E ogni pezzo può diventare migliore.

Partiamo dai luoghi. Milano e Cortina non sono solo scenografie, sono città vive. Possiamo migliorare la mobilità tra le sedi, l’accessibilità degli impianti, la segnaletica intelligente. E soprattutto: cosa ne facciamo dopo le Olimpiadi? In troppe città gli impianti olimpici sono diventati cattedrali nel deserto: costosi, sottoutilizzati, scollegati dalla vita quotidiana.

Una piattaforma CREA26 potrebbe coinvolgere cittadini, associazioni sportive, scuole e imprese già nella progettazione. Gli spazi nascono olimpici ma crescono civici. Diventano parte del tessuto urbano, non monumenti al passato.

Poi i servizi: biglietteria, app ufficiali, accoglienza, ospitalità diffusa sul territorio. Una piattaforma può raccogliere idee per rendere tutto più fluido, più integrato, più “locale”. L’intelligenza artificiale analizza le proposte, trova pattern, seleziona le soluzioni migliori. Le persone non solo vivono l’evento, ma contribuiscono a migliorarlo.

Il modo in cui viviamo le gare può evolvere. Dashboard interattive per seguire le competizioni, contenuti educativi per le scuole, percorsi digitali per avvicinare i ragazzi agli sport invernali. La community può rendere lo sport più comprensibile e accessibile.

L’organizzazione: trasparenza sui processi, indicatori chiari sull’impatto economico e ambientale, feedback strutturati su sicurezza e gestione dei flussi. L’evento diventa un laboratorio di governance aperta.

La sostenibilità è centrale. Energie rinnovabili, gestione rifiuti, riuso delle strutture temporanee, filiere locali. Una community CREA26 potrebbe lanciare sfide concrete: mobilità a zero emissioni, materiali riutilizzabili, economia circolare applicata agli impianti. La legacy ambientale non è un optional: è parte del progetto dall’inizio.

Infine la dimensione sociale. Coinvolgimento delle scuole, percorsi per giovani talenti, valorizzazione delle imprese italiane coinvolte, storie da raccontare. L’Olimpiade può essere un acceleratore di competenze e relazioni con effetti duraturi.

CREA26, in questa prospettiva, non è un semplice cambio di nome. È un’architettura di partecipazione. Con strumenti come OPEN OS, l’intelligenza collettiva può essere organizzata, misurata, trasformata in decisioni concrete. Le Olimpiadi durano alcune settimane. Ma una comunità attivata prima, durante e dopo può generare valore per anni.

La differenza è questa: organizzare un grande spettacolo che prende energia dai territori e poi se ne va, oppure costruire qualcosa che lascia capacità, connessioni, infrastrutture che continuano a produrre valore. La differenza tra fare un evento e costruire un’eredità.

E voi? Come immaginate il vostro ruolo nelle Olimpiadi di Milano Cortina 2026? Da fan o da creatori?


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